Tempi d’estate

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Dopo mesi di corse e spostamenti rapidi tra un impegno e l’altro, è arrivata l’estate e con lei un tempo disteso, rilassato e morbido.
Tempo prezioso quello estivo.
Una pausa, un rallentamento, una sosta.
Per guardarsi attorno ed osservare con maggiore attenzione, per dare spazio alla curiosità e agli interessi che durante l’anno rischiano di essere lasciati a parte e per scoprirne di nuovi.

Tempo lento per adulti e bambini.
Di corpi sdraiati sui prati, sulla sabbia, sulla terra; di mani che cercano e pensieri che si riposano; di sguardi al cielo ed occhi che si perdono tra le nuvole; di passi che rallentano.
Di noia.
Dono prezioso in un mondo che corre a si affretta a riempire ogni attimo.
“Una certa capacità di sopportare la noia è indispensabile per avere una vita felice ed è una delle cose che si dovrebbero insegnare ai giovani” ha scritto Bertrand Russell in La conquista della felicità (TEA, 2003).

Un tempo sospeso, di un non-fare che diventa un fare-altro, qualcosa di diverso, un inaspettato che lascia spazio alla scoperta, alla sorpresa, alla meraviglia di non sapere già cosa ci aspetta.
Tempo prezioso quello d’estate.
Esercizio di rallentamenti e soste da portare con sé durante l’anno.

“La lentezza è maestra. Quelle lumache che osservavo da bambino mi rubavano il tempo dei compiti, dei miei doveri per portarmi in uno spazio che non aveva confini. Quel gioco mi insegnava a stare nelle cose della vita, a stupirmi, a non aspettare, a non avere traguardi da raggiungere subito” racconta Alex Corlazzoli in Lentezza (pp. 189-194 in Guerra M. (2015), Fuori. Suggestioni nell’incontro tra educazione e natura, FrancoAngeli).

Che sia un tempo lento, allora, questo estivo; pronto ad accogliere ogni cosa che sarà.
BUONA ESTATE!

Valentina Morsenchio

Pedagogista e cultore della materia di Organizzazione e coordinamento dei servizi educativi
presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

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