Storia di vulcani e divinità

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Vi ricordate qual è la prima volta che avete sentito parlare di un vulcano? Che termini sono stati usati? Quali sono le emozioni che ha suscitato in voi? Ahimè, non possiamo sentire le vostre risposte e non possiamo conoscere i pensieri che stanno esplodendo come scintille nella vostra mente. Vorremmo però contribuire a quelle scintille raccontandovi cosa sono i vulcani non tanto da un punto di vista scientifico, ma cercando di capire come gli antichi abbiano cercato di dare un senso alle loro dirompenti manifestazioni attraverso la creazione di storie e personaggi. Parleremo dei vulcani chiamando in aiuto la mitologia.
Efesto per i Greci, Vulcano per i Romani, era il dio del fuoco, figlio di Zeus ed Era. Benché figlio di illustri genitori e artigiano abile e ingegnoso, la sua vita, come quella di molti altri dei, fu ricca di difficoltà e grandi dispiaceri.
Il suo laboratorio, ovvero la sua fucina, si trovava nelle viscere del monte Etna in Sicilia, dove insieme ai Ciclopi forgiava armi, costruiva robot meccanici e modellava gioielli. Il fuoco che ardeva senza interruzioni giorno e notte era talmente forte e potente che spargeva lava rossa sulle cime del monte.

Vediamo ora cosa accadde alla sua nascita. Efesto nacque zoppo e deforme, il mito narra che la madre Era, appena lo vide, restò disgustata da tanta deformità e lo scaraventò giù dall’Olimpo facendolo precipitare fino all’Oceano dove Efesto si ruppe una gamba. Venne allevato da due ninfe marine che gli prepararono una grotta d’oro come piccola fucina. In quella fucina Efesto, crescendo, diventò molto abile nel lavorare il metallo.

Un giorno la madre Era vide un gioiello forgiato da Efesto indossato da una delle ninfe che lo aveva cresciuto. Colpita dalla bellezza del gioiello e dalla bravura di Efesto decise di riportarlo con sé sull’Olimpo. Ma il suo soggiorno insieme agli altri dei non durò a lungo. Durante una lite tra i genitori Efesto prese le difese della madre Era verso la quale nutriva ancora un amore incondizionato. L’intromissione di Efesto scatenò l’ira furibonda di Zeus che con un calcio lo fece cadere dall’Olimpo.
Efesto, atterrando sull’isola di Lemno, si ruppe tutte e due le gambe. Tornato nella fucina del vulcano, rifiutato da entrambi i genitori, non si dimenticò dei torti subiti ed ebbe l’occasione di vendicarsi quando Era gli chiese di costruirle un trono. Efesto ne forgiò uno bellissimo, tutto d’oro, tempestato di pietre preziose. Non appena Era si sedette, dal trono uscirono dei congegni che la imprigionarono.

Efesto per liberare la madre chiese come contropartita di avere in moglie la donna più bella del mondo, Afrodite. L’unione avvenne ma Afrodite per reazione tradì il marito con Ares, dio della guerra. Quando Efesto scoprì la tresca decise di tendere una trappola agli amanti. Una mattina fece finta di salutare Afrodite uscendo di casa, poi aspettò che Ares entrasse in casa e, quando i due furono vicini, gli fece cadere addosso una rete d’oro finissima quasi invisibile che li intrappolò impedendogli di fuggire.

A quel punto Efesto chiamò tutti gli dei a raccolta perché vedessero l’oltraggio subito ma invece di ricevere comprensione fu preso in giro in quanto anche molti altri come Ares espressero desideri passionali verso Afrodite. Efesto, vista la situazione, chiese come risarcimento la restituzione della dote versata per le nozze e si rassegnò alle conseguenze di avere desiderato di sposare Afrodite contro il suo volere.
Con connotazioni positive e in senso figurato, essere un vulcano significa essere una persona esuberante, piena di vitalità trascinante, sempre pronta a impegnarsi con energia in numerose attività (Olivetti). Lo suggerisce anche l’aria del Barbiere di Siviglia: come un vulcano la mia mente già comincia a diventar.

Oltre alle rappresentazioni nell'arte, vediamo come il mito di Efesto è stato raffigurato dai ragazzi delle scuole secondarie di 1° e 2° grado di Catania, nei fumetti del Concorso Letterario “Storie sotto il vulcano. I ragazzi raccontano”. Edizione 2015-2016.
Qui sotto riportiamo una striscia della seconda classificata Greta Trovato, II D, I.C. G. Macherione-G. Galilei di Piedimonte Etneo, intitolata “Sognando sotto il vulcano”. Scopri a questo link i fumetti degli altri classificati: http://edizione2016.storiesottoilvulcano.it/fumetti-pubblicati/.

Buone scintille a tutti!

Maria Cristina Debenedetti

Architetto, educatrice e cultrice della materia in Pedagogia del gioco
presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell'Università di Milano-Bicocca.

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