La felicità a scuola?

Le intelligenze giocano!
settembre 12, 2017
Come Headu anche il PISA (Programme for International Student Assessment), che è un programma di indagini internazionali triennali promosso dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e che mira ad accertare le competenze degli studenti di molti paesi, si interessa del “lifelong learning” – e non poteva essere diversamente – poiché l’attenzione dell’indagine in questione non si focalizza soltanto sulla padronanza di specifici contenuti curricolari, piuttosto si interessa alla capacità degli studenti di utilizzare le competenze acquisite negli anni dedicati allo studio per risolvere i problemi e le difficoltà quotidiane e per continuare ad apprendere in futuro (appunto il lifelong learning), senza soluzione di continuità..

Dal 2000 in poi, un numero crescente di nazioni ha partecipato alle rilevazioni, passando dagli iniziali 43 paesi, nel 2000, fin ai ben 66, nel 2012. Le prove hanno come destinatari tra i 4.500 e i 13.000 studenti quindicenni in ciascun paese preso in esame. In particolare, nell’ultima indagine, l’asse di interesse del PISA si è spostato, o meglio si è ampliato, visto che, per esempio, l’inchiesta dal titolo “Do teacher-student relation affect student’s well-being at school” – (La relazione tra insegnante e studente influisce sul benessere dello studente a scuola), per la prima volta, ha esaminato come il rapporto tra docente e alunno influenzi il senso di appartenenza dei ragazzi alla loro scuola e alla scuola in generale, incida sul benessere e persino sul rendimento scolastico. Il risultato nello specifico della realtà italiana? L’Italia si conferma al di sotto della media mondiale in tutte le voci. Come pure, in quest’ultima, cioè in quella legata al benessere e alla felicità a scuola. Dunque, a noi è venuta voglia di indagare; di più, molto di più. Ecco che cosa abbiamo scoperto.

1 Acclarata ed appurata l’esistenza di una Giornata internazionale della felicità ricordiamo anche che è stata istituita nel 2012 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Ma la felicità, oltre a essere inseguita, citata, desiderata, riprodotta, copiata, viene anche insegnata? In qualche modo e in qualche scuola? In questi tempi complessi, strani, misteriosi, forse occorre ricordarci che la felicità esiste ed è afferrabile, non una chimera leggendaria ma un obiettivo raggiungibile. Ebbene…

2 Nelle scuole britanniche, per esempio, fin da ora come pure nei prossimi anni, c’è e ci sarà un giudizio sul parametro “serenità, benessere”, parametro che ormai, in Gran Bretagna come pure negli Stati Uniti, è considerato rilevante e fondamentale al pari di quelli classici e accademici. Come si è arrivati a questo? Tutto è scaturito da una considerazione: le nuove generazioni anglosassoni risultano carenti in serenità. Statistiche varie e studi ripetuti, infatti, registrano disagi psicologici per ben il 10% degli studenti britannici: uno su due, cioè, si definisce “infelice”.

3 Rispetto alle scuole britanniche, soltanto il Giappone è capace di… peggio, poiché le precede nella classifica, per insoddisfazione e per infelicità. Il Ministero dell’Istruzione giapponese ha quindi deciso di rimediare a questo stato di cose, organizzando lezioni in classe sul benessere e sull’empatia e seminari sul bullismo, sull’ansia e sulla depressione.

4 Un esempio emblematico è costituito dall'ateneo di Harvard, università privata statunitense con sede a Cambridge, nel Massachussets, e baluardo del sapere americano. A Harvard, è stato istituito un corso di psicologia positiva che annovera più iscritti di quello di economia, per cui invece l'università è celebre in tutto il mondo da sempre. Parliamo, perciò, di circa 900 studenti che sono ansiosi di apprendere a diventare… felici. Il dato fa riflettere.

5 Nell’Istituto privato inglese di Crowthorne, contea del Berkshire, il Wellington College, il preside e i docenti reputano, invece, che non si debba aspettare di frequentare l’università e che la felicità, così come pure le buone maniere, vadano insegnate fin dalla scuola superiore, a studenti di 14, 15 e 16 anni. La motivazione? La loro è un’età delicata e fragile come cristallo, che sottopone gli adolescenti a messaggi, interrogativi e input di ogni tipo. Impegnati come sono a costruire la loro personalità e a scolpire la loro autostima, rischiano di essere più facilmente vittime di depressione, ansia e stress. Perciò, al Wellington College, un'ora a settimana è dedicata all'apprendimento del well-being, cioè, del benessere.

6 Nel liceo Lerchenfeld di Amburgo, in Germania, come in un centinaio di altre scuole tedesche, è stata accreditata una nuova materia: la felicità, appunto. Come? Beh, i prof insegnano esercizi pratici, alcuni persino avveniristici o strambi - come la “doccia tiepida” o “il tuffo dal palco” - per permettere ai loro studenti di sviluppare sapientemente e senza sofferenze la consapevolezza delle proprie capacità, il senso di appartenenza alla comunità, l’autostima.

7 Il liceo australiano Geelong, dal 2008, ha adottato un intero programma di apprendimento sull’educazione positiva, che coniuga insegnamento e psicologia positiva (https://www.youtube.com/watch?v=U4hG9UHXO0M). Questo programma è volto a promuovere il benessere degli studenti. Lo scopo? Aiutarli a superare e a vincere la depressione, focalizzare i loro obiettivi, maturare le loro competenze, ma tutto senza angosce.

8 Sull’Himalaya orientale, nel Bhutan, le scuole prevedono accanto ai libri scolastici tradizionali testi sulla meditazione, sulle preghiere, nonché manuali sulla felicità.

9 Altre curiosità? La Corea del Sud appare come una delle nazioni con gli studenti più bravi, ma anche con quelli meno felici e soddisfatti delle loro scuole, mentre il Perù si rivela come il paese con gli studenti più impreparati, ma più contenti. Incongruenze statistiche o stranezze spiegabili?

10 E in Italia? Siti, articoli e pagine dedicate riferiscono che siamo lontani da tutto questo. La stessa indagine PISA OCSE riferisce che gli studenti sono abbastanza scontenti, che sono logorati da ansie da prestazione superiori alla media, che sono forti consumatori di Internet (il 23% naviga in rete per più di 6 ore al giorno e il 47% prova malessere, se senza connessione), che i docenti appaiono poco interessati. Non basta: l’Italia è quartultima nel senso di appartenenza dei suoi studenti alla scuola per via del rapporto con i prof. Seppure tutto questo sia vero, la speranza che presto molto cambi c’è.

Un esempio come prova? Nonostante si sappia poco, e se ne scriva ancor meno, a Roma, nel 2016, è nato un nuovo progetto rivolto agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, sulla felicità. Il progetto, dal titolo “Lezioni di Felicità, sviluppo del benessere della persona”, è patrocinato dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ed è stato pensato, elaborato e sviluppato da Regina Giudetti, psicologa e insegnante appunto di… felicità. Consta di lezioni circolari e di tecniche di brainstorming, insegna i principi base per far conoscere e riconoscere ai ragazzi le competenze, i talenti, le capacità, per essere orientati su pensieri positivi e sul presente, per individuare gli strumenti necessari a utilizzare al meglio le loro risorse.



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2 Comments

  1. Rosanna ha detto:

    Vorrei acquistare giochi di scienza , come devo fare?

    • HeaduUserEditor ha detto:

      Gentile Rosanna, la ringraziamo per l’interesse nei nostri prodotti ma purtroppo al momento non abbiamo nel nostro catalogo giochi dedicati ad argomenti scientifici. A presto!

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