Racconto: Il­‐primo-­giorno-di

Pinocchio
novembre 13, 2017

Luna e io

Sono mesi che Luna e io aspettiamo. Che cosa? Ma il-primo-giorno-di! Cos’altro mai, sennò?

Anche i nostri quattro nonni aspettano, in ansia. E ci ripetono, con facce da spie: - Vedrete, come sarà bello il-primo-giorno-di! E come sarete emozionati! E quanti ricordi vi regalerà il-primo-giorno-di!

- Ma il primo-giorno-di-che? – chiede Luna a me e io a lei.

In gran segreto, ce lo domandiamo tutte le sere prima del sonno. Non osiamo chiederlo ai grandi, però, poiché loro sono sicuri che noi lo sappiamo già da tanto.

Perciò, Luna e io abbiamo deciso di fare come papà quando qualcuno gli chiede come va il lavoro, e la vita. In risposta, pa’ sta zitto, solleva le spalle al lampadario, gli occhi al cielo e le sopracciglia al soffitto, e mostra un’aria pensosa, più densa del latte con la cioccolata che ci prepara ogni giorno. Quando intorno a noi qualcuno nomina la frase fatidica, il-primo-giorno-di, noi imitiamo papà. Siamo bravi: sembriamo lui.

I non-consigli di nonna Carlotta

Nonna Carlotta ce ne parla di continuo: sembra preoccupata, tremendamente preoccupata. E ci dà consigli su cosa non indossare, cosa non portare, cosa non sembrare, e cosa non dire e cosa non fare. Mai una volta che ci dica che cosa dovremmo aspettarci dal nostro primo-giorno-di e in cosa consista… che cosa di preciso, intendo.

Ieri, accarezzando le nostre teste di gemelli quasi uguali, nonna Carlotta ci ha regalato due zaini resistenti e capienti.

Grandi pasticci

Dunque, ora una certezza l’abbiamo: il-primo-giorno-di sarà avventuroso.

Uno dei due è blu, e lei l’ha preso per me; l’altro è viola e arancione, ed è per Luna.

- Il blu è da maschi, Luca. Invece, il viola da femmine – ha mormorato, soddisfatta della scelta.

- Ma i colori non hanno sesso, nonna – ha replicato Luna. – Lo sanno anche i bambini.

Già, noi lo sappiamo, perché mamma ce lo ripete sempre. Perciò decidiamo all’istante che ci scambieremo gli zaini: del resto io adoro il viola e lei il blu.

Nonna Carlotta non se lo ricorda o non lo sa, perché va a naso di nonna. Che confusione che fa… Peggio che con i nostri nomi!

Quanta pazienza ci vuole con i grandi… Sono grandi, sì, ma nei pasticci!

Ubbidienza e coraggio

Tutte le volte che chiediamo a nonna Carlotta, per esempio, qualcosa di più preciso sul primo-giorno-di, con fare misterioso, lei risponde soltanto che ci toccherà essere coraggiosi e ubbidienti. Lo dice con gli occhi più lucidi dello specchio del bagno piccolo che papà pulisce di continuo. E aggiunge: - Sarà indimenticabile, bambini miei, vedrete! Tu, Luca, dovrai essere forte per tutti e due! E tu, Luna, dovrai essere ubbidiente per tutti e due!

Peccato che nonna Carlotta non impari mai… Siamo gemelli, è vero. E siamo quasi uguali come due monete, vero anche questo; però, sono io che dovrò essere ubbidiente per tutti e due, poiché tra noi quello bravo a ubbidire agli ordini, proprio come un super poliziotto, sono io, mentre Luna è l’esperta in disubbidienze! Così come dovrà essere forte lei per tutti e due, poiché Luna è coraggiosa come dieci draghi, forte come tre ciclopi, sveglia come un’aquila che non dorme mai. Mentre io sono un vero, grandissimo fifone.

Il primo-giorno-di per Nonno Tiberio

E nonno Tiberio? Beh, lui ci parla del-primo-giorno-di soltanto ogni volta che ci vede, perciò, un pomeriggio sì, e uno no. Ci racconta come andò a lui, che cosa indossò, cosa dimenticò di portare, cosa non disse, cosa non sembrò e cosa non seppe fare.

Tanto da fare…

Nonna Bianca Maria e nonno Antonio li vediamo nei fine settimana, quando vengono a casa nostra a cavallo del loro tandem. Il sabato e la domenica giocano spesso con noi a carte e ci leggono storie.

Ieri, che era sabato, Nonna Bianca Maria, prima di salutarci, ci ha detto: - Ho foderato tutti i vostri libri per il-primo-giorno-di! Ora nonno Antonio li metterà negli zaini così sarete finalmente pronti per l’avventura!

Luna e io ci siamo guardati: nessuna sorpresa negli occhi. Sappiamo già che si tratterà di un’avventura. Così li abbiamo lasciati fare.

Ci hanno messo parecchio. Hanno persino litigato: sul come, sul cosa, sul quanto. Intanto noi giocavamo ai pirati.

- Quando nonno Antonio e nonna Bianca Maria saranno andati via, noi due avremo un bel da fare - ha sussurrato Luna, a un certo punto, parlottando nel mio orecchio e fissando gli zaini pieni come l’universo, con l’occhio non bendato.

Ho capito subito che cosa intendeva, senza bisogno di altre parole. Siamo gemelli quasi uguali, mica fratelli normali. Tra noi c’è magia, come dice mamma spesso.

Ce la ridiamo dei grandi

Scesa la sera, perciò, abbiamo trascinato gli zaini in camera e Luna ha tolto ogni cosa, con il mio aiuto.

- Questi nonni! – ci siamo lamentati a vicenda, sbuffando dopo ogni libro e ogni quaderno e ogni penna, gomma e colore tolti e impilati nello sgabuzzino.

In breve, abbiamo costruito due buffe torri sbilenche con tutte quelle cose inutili e nuove, una sull’altra.

– Non sanno cosa significa un’avventura? – ho esclamato, soddisfatto di noi. – Io me la rido dei grandi, Luna!

- Luca, coraggio: prendiamo tutto ciò che ci occorre davvero e mettiamolo negli zaini del primo-giorno-di! Noi siamo capaci e grandi, ormai: abbiamo quasi sei anni.

Pronti per l’avventura?

Così, testimoni le stelle che brillavano sulle nostre teste quasi uguali, abbiamo organizzato brevi spedizioni in cucina, in bagno grande e in sala, e abbiamo infilato nello zaino blu e in quello viola i nostri caschetti mimetici, le due bussole, alcune cartine e mappe del mondo, due toast farciti che erano per papà, i nostri risparmi, gli occhiali da sole, gli spazzolini e il dentifricio, due berretti, delle bottigliette d’acqua, un pacco di biscotti, un coltellino tuttofare, due peluche per la notte, due maglioni.

Quando abbiamo finito, la Luna ci è venuta a salutare. Sarà nostra alleata in quest’avventura, sono sicuro. Amica di mia sorella lo è già.

Mamma è venuta in camera poco dopo a metterci i pigiami e a darci la buonanotte; gli zaini erano pronti, silenziosi, misteriosi, chiusi e ai piedi dei letti.

- I miei tigrotti! – ci ha salutato come sempre, baciandoci. – Pronti per l’avventura più emozionante di tutte?

Luna e io abbiamo fatto cenno di sì, con le teste.

Ed emozionati lo siamo già. Davvero.

Gabriella Santini
2 Agosto 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *