Compleanno d’estate

A giocare con gli anagrammi
maggio 28, 2018
22/08/2018


Oggi è il mio compleanno. Quando dico che compio gli anni d’estate tutti mi invidiano. Pensano al sole e al caldo, ai tuffi in piscina, ai giochi all’aperto. Quello che invece viene in mente a me è un compleanno senza amici. E con questo non intendo non avere amici, bensì averne ma non poterci stare insieme il giorno del compleanno. Ormai sono anni che non riesco ad organizzare una festa, perché naturalmente anche per loro estate significa godersi una vacanza o una gita fuori porta con la propria famiglia.
Ricordo ancora il mio settimo compleanno. Avevo finito la prima elementare, ero molto esuberante quindi avevo fatto amicizia con tutti i miei compagni di classe. Durante l’anno alcuni li vedevo anche dopo scuola e nel fine settimana. Era giugno e la scuola era terminata, finalmente avrei potuto godermi addirittura tre mesi di vacanza, divertimento e riposo. Continuavo a giocare con alcuni compagni e ci ritrovavamo al centro estivo. Quando mia mamma mi ha ricordato che a breve ci sarebbe stato il mio compleanno, non potevo crederci. Avrei festeggiato con tutti quanti al centro estivo, divertendoci da matti. Gli animatori avevano anche stabilito che il giorno del proprio compleanno era concesso non fare i compiti delle vacanze, quindi sarebbe stato tutto perfetto.

La mia euforia però ebbe vita breve. I miei amici, per quanto condividessero la mia felicità, non avrebbero potuto essere presenti visto che sarebbero andati in vacanza. E non dico uno o due amici, intendo proprio tutti. Da non crederci! Tutti i miei piani e le mie idee di festeggiamento andarono in fumo in pochi minuti. Non sapevo se piangere o urlare, e alla fine il volto imbronciato ebbe la meglio e mi allontanai da tutti. Non volevo parlarne. I tentativi di consolarmi non servirono a nulla quel giorno. Infatti di ritorno a casa mia mamma dovette sentire moltissime lamentele, comprese quelle per il fatto di avermi fatto nascere proprio d’estate quando tutti vanno in vacanza.
Quel settimo compleanno lo passai con la mia famiglia. Per carità, fu una giornata molto divertente, ricca di sorprese e regali, però sentivo la mancanza dei miei amici in un giorno che per me era molto importante. E dopo sei anni eccomi ancora in una situazione simile. Alcuni amici sono gli stessi che avevo alle elementari, altri invece li ho conosciuti a scuola o facendo sport insieme. Il fatto è che oggi è il mio compleanno e tutti sono in vacanza. Ormai ci ho fatto l’abitudine però continuo a sognare il giorno in cui passerò la giornata insieme ai miei migliori amici. Forse dovrò aspettare di avere diciotto anni, a quel punto inizieranno i veri compleanni spassosi.

Immagino come sarà il mio diciottesimo compleanno per tutto il tempo mentre ritorno verso casa. Appena apro la porta d’ingresso per poco non mi prende un colpo. Un improvviso baccano e manciate di coriandoli mi arrivano addosso, con voci che urlano: “Auguri!”. Non riesco a credere ai miei occhi: oltre a palloncini e festoni, tutti i miei amici sono qui, sorridenti e pronti a festeggiare il mio compleanno! Sono senza parole, non capisco, dovrebbero essere tutti al mare. Mi spiegano che quest’anno, diversamente da quelli precedenti, andranno in vacanza nelle prossime settimane. Me l’hanno tenuto segreto per poter organizzare una festa a sorpresa. Non riesco a contenere la mia gioia, lo stupore si trasforma in felicità allo stato pure. Ho un sorriso stampato in faccia che probabilmente terrò fino a stasera. Il mio sogno si è realizzato, buon compleanno a me!

Elisabetta Conte

Psicologa e Assegnista di Ricerca
presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell'Università di Milano-Bicocca.

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